PRECARI: CONCORSO RISERVATO. IL DOCUMENTO DELL'ESECUTIVO NAZIONALE

 

Lo stesso onorevole, tra i settori che necessitano di seri interventi da parte dello stato individua la scuola sostenendo che, quando si parla di rilancio, appare impossibile non pensare che il futuro “sieda tra i banchi delle aule delle nostre scuole”. Come dargli torto!

Per l’ineffabile onorevole è necessario garantire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti d’Italia opportunità formative, che consentano loro di essere e fare il bene del nostro Paese”;

per raggiungere questo obiettivo, ci spiega sempre l’ON Tasso, ha “ritenuto doveroso presentare un emendamento (91.0.4) sul sostegno didattico, che prevede una unica e agile procedura concorsuale per tutti i docenti specializzati su sostegno, finalizzata all’immissione in ruolo nelle scuole di ogni ordine e grado”;

la procedura concorsuale consiste in una prova orale di natura didattico-metodologica da tenersi, in considerazione dell’emergenza sanitaria, entro il termine dell’anno scolastico 2020/21.

Come Uil scuola non possiamo non essere d’accordo con l’onorevole Tasso perché noi sosteniamo da almeno due anni questa soluzione.

Preso atto che
la UIL da due anni, con due governi e tre ministri, ha posto il problema dell’emergenza reclutamento e della continuità didattica e sottoscritto accordi disattesi che hanno provocato anche uno sciopero generale della scuola;

dal prossimo primo settembre la scuola avrà bisogno di circa 200.000 supplenti. Alle circa 38.000 cattedre rimaste vacanti per l’anno scolastico 2019/20 si aggiungeranno almeno 30.000 pensionamenti;

i docenti di ruolo servono subito, a settembre, e non tra due anni come invece accadrà.
Per la UIL, in presenza dell’emergenza Covid, non si possono applicare per il reclutamento le regole tradizionali e vanno intraprese le strade che l’emendamento indica, per tutti i precari e non solo per chi è in possesso di un titolo di specializzazione;

la scuola in questo momento non può permettersi le stesse procedure del passato, che porteranno ad una girandola di persone, con composizione e scomposizione di  scuole e classi;

la UIL ha semplicemente proposto che tutti i docenti con almeno tre anni di servizio nello stato, che negli anni hanno consentito alla scuola pubblica di funzionare, potessero partecipare ad un concorso per soli titoli con prova orale finale, questa procedura avrebbe consentito a migliaia di precari di essere in cattedra già a partire dal prossimo primo settembre;

come ci è stato spiegato dal ministro, in questo modo non si privilegiava il merito e che la Costituzione impone un concorso.

Tutto ciò premesso e considerato

sorge spontanea la domanda: la presentazione dell’emendamento, che noi condividiamo in toto, rappresenta un ripensamento delle politiche del ministro e del suo partito di provenienza?
In questo caso che fine fa il tanto richiamato merito? E ancora, il concorso per titoli vale solo per alcuni o per tutti? E il concorso previsto dalla costituzione è solo per i precari su posti comune?

Se non si pone mano al riequilibrio per evitare disparità di trattamento che evitino il rischio concreto di trovarsi di fronte ai classici “due pesi e due misure”, serve fare chiarezza e svelare il velo di opacità. O peggio, di clientelismo e di subordinazione alle università che avrebbero il timbro per l’immissione in ruolo con strumenti particolari che sono palesemente incostituzionali.
Infatti delle due l’una: o si tratta di un emendamento che non si nega a nessuno, ma che non ha alcuna possibilità di essere approvato oppure, come vorremmo noi, definire una procedura di concorso per titoli ed esame finale per tutti, sia per i precari con titolo di sostegno sia per tutti gli altri precari che sono sospesi nei meandri di un concorso che non si sa quando e come si farà.
Dal momento che molti dei precari considerati dall’emendamento non hanno neanche i tre anni di servizio nello stato ma solo il titolo di specializzazione, che è titolo di accesso all’insegnamento di sostegno, così come la laurea è titolo di accesso all’insegnamento curricolare.


Appurato che
non vogliamo pensare ad un emendamento per compiacere i precari, ma senza la convinzione di farlo approvare, torniamo a chiedere al governo e ai partiti di maggioranza di  portare avanti l’emendamento dell’onorevole Tasso estendendo il procedimento a tutti i precari. In questa maniera si fa giustizia.

Non ci sono precari di serie A e precari di serie B.
I precari sono tutti uguali e, se permettete, quelli con più di tre anni di servizio nello stato sono un po’ più precari degli altri.

l’Esecutivo nazionale Uil scuola RUA approva i documento e impegna la segreteria nazionale, al fine di attivare ogni utile interlocuzione con le forze politiche e con il ministero, al fine di dare una risposta positiva alla piaga del precariato, evitando ogni inaccettabile discriminazione che, invece, deve coinvolgere tutto il personale precario docente e ATA, a partire dai DSGA facenti funzioni.

La politica dei due pesi e due misure la contrasteremo con ogni mezzo che la legge ci consente.

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