MOBILITA’ DEL PERSONALE: INOPPORTUNA LA CONVOCAZIONE SU UN TEMA CONTRATTUALE DA UN GOVERNO DIMISSIONARIO

LA FORMA È SOSTANZA. I TRASFERIMENTI DEL PERSONALE NON SONO AFFARI CORRENTI

Abbiamo chiesto la riapertura del contratto integrativo che merita una risposta e una visione complessiva per i riflessi che avrà sull’avvio del prossimo anno scolastico.

Di seguiro le ragioni che hanno indotto la scelta della delegazione UIL Scuola a disertare la convocazione. Una riunione che appare inopportuna mentre l’attenzione andrebbe rivolta, entro un quadro organico di interventi, di un nuovo contratto integrativo sulla mobilità del personale che merita piena attenzione

In politica la forma è sostanza. Non riusciamo a capire l’atteggiamento del ministro dell’istruzione che ha convocato una riunione sindacale per affrontare i temi della mobilità del personale che – osserva il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi coinvolge, ogni anno, centinaia di migliaia di lavoratori. I trasferimenti nella scuola sono passo propedeutico per la programmazione del prossimo anno scolastico. La Uil Scuola, già con una lettera indirizzata al ministro nei giorni scorsi, ha chiesto di sospendere il calendario relativo alle prove di esame del concorso straordinario. Un atto definito di garbo istituzionale vista la situazione di passaggio di governo. Quello dei trasferimenti del personale della scuola è un aspetto che merita altrettanta attenzione e visione. Già lo scorso anno la UIL Scuola ha chiesto la riapertura del contratto, procedura prevista peraltro da una norma contenuta nel contratto. Richiesta, che il ministro ha disatteso e che, invece, intendiamo realizzare. Quest’anno, insieme alle altre organizzazioni sindacali abbiamo reiterato la richiesta e, in tutta risposta, ci vediamo convocati per la routine di una procedura che non può essere annoverata negli affari correnti.  Le scelte, sia sul reclutamento che sulla mobilità, avranno effetti sull’avvio del prossimo anno scolastico.  La riapertura del contratto integrativo sulla mobilità potrà essere l’occasione per eliminare il vincolo quinquennale di divieto di spostamento. Misura che finora ha impedito di coprire i posti disponibili (vacanti) nei territori diversi da quello in cui si è in condizione di essere stabilizzati con le graduatorie esistenti che altro non sono che concorsi per titoli e servizio.

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