RIUNIONE AL MINISTERO SU RIENTRO A SCUOLA



C’è una preoccupazione fortissima da parte delle famiglie ma anche nel personale.
Non ci sono dati sulla scuola – ha detto Turi – li abbiamo chiesti molte volte ma, ad oggi, non c’è un quadro esatto dell’incidenza del virus sul personale della scuola.

Una cosa è l’obiettivo politico, che ci trova d’accordo – ha chiarito Turi – altro è l’esigenza di dare garanzie con progetti e percorsi concreti, non con una pacca sulle spalle e la richiesta di sempre nuovi sacrifici che lambiscono anche la vita stessa del personale.

Pensiamo al tracciamento che non è stato mai realizzato. I tamponi salivari ci sono, non ci sono? Che cosa possiamo rispondere? Non è possibile valutare l’apertura o la chiusura delle scuole su dati generali. Serve commissione interna, la partecipazione consapevole della Comunità educante che valuti la situazione specifica.

Pensate veramente che il personale della scuola, perché non scende in strada a bruciare cassonetti, non debba essere ascoltato? Non è questione di pazienza o di volontà, è questione di azioni concrete che vanno fatte subito. Serve riflessione forte sul sistema scolastico: per ora sentiamo dire soltanto ‘No’.

Il 26 è alle porte, servono azioni urgenti. Per l’Esame di Stato si può mantenere il protocollo già utilizzato lo scorso anno, che ha funzionato bene. Bisogna guardare a settembre.

Oggi veniamo a conoscenza che ci sarà un confronto del Governo con il CTS per capire se il protocollo va aggiornato oppure no. La nostra percezione, suffragata da autorevoli scienziati, ci induce a pensare che vada rivisto, come andrebbe rivisto il piano di vaccinazione che è rimasto a metà. Se si vogliono aprire tutte le scuole serve completarlo e non ci si dica che si tratta di rivendicazioni corporative.

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