SCONTRO SCELLERATO SULLE PERCENTUALI TURI: LA SCUOLA STRATTONATA DALLA POLITICA RICHIEDE RISPOSTE URGENTI

anticorpi della democrazia ma non quelli di una gestione che guarda alla mediazione politica e al risparmio. Tra due mesi assisteremo al licenziamento di massa di migliaia di precari. Un rituale triste per un docente su quattro nel nostro sistema. Poi, a settembre, tutto inizierà fotocopia del passato. L’esperienza della pandemia ha mostrato tutti i limiti di questo modo di procedere. Ora si vedono anche l’impasse e i silenzi di un Governo che pure si era impegnato ad avviare l’anno scolastico con ‘gli insegnanti in cattedra a settembre’. Questa incertezza politica si riflette inevitabilmente sul personale e di conseguenza su alunni e famiglie. All’attuale assordante silenzio della politica – conclude Turi - non potrà che corrispondere il grido di protesta del mondo della scuola per cui non staremo certo ancora a guardare, ma mobiliteremo la categoria per rivendicare, dalle piazze - e non dai tavoli evaporati, come il patto sull’istruzione - organici funzionali triennali in grado di dare continuità didattica. Un esercito di precari rivendica a ragione risposte urgenti e concrete che servono per garantire al paese una scuola funzionante da settembre, e non come avverrebbe a legislazione attuale, non prima di dicembre. Il paese non se lo può permettere. Bisogna che il Governo e il ministro Bianchi riportino la politica alla realtà.

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