BANDI SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO IN GAZZETTA ENTRO LUGLIO
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- Pubblicato Giovedì, 25 Giugno 2026 12:46
con favore. Giuseppe D’Aprile, Segretario Generale della UIL Scuola, ha parlato di un provvedimento che “valorizza professionalità importanti e risponde a esigenze reali delle istituzioni scolastiche italiane all’estero“.
Un’altra novità riguarda la possibilità per il personale già in servizio all’estero di partecipare alle selezioni. Fino a poco tempo fa, questa opzione era preclusa: la validità delle graduatorie, fissata in sei anni, rendeva di fatto impraticabile la ricandidatura per chi era già stato destinato a una sede estera. L’articolo 14 della legge 71/2024 ha modificato questo aspetto, aprendo la strada a una partecipazione più ampia.
Il nodo dei tempi
A offuscare il quadro, però, è il calendario. La pubblicazione dei bandi a luglio, secondo il sindacato, arriva con un ritardo che rischia di compromettere l’intero impianto delle selezioni. D’Aprile è stato netto: “Queste selezioni potevano e dovevano essere avviate già nei mesi scorsi. Pubblicare i bandi a luglio significa comprimere i tempi delle prove, delle graduatorie e delle nomine, con il rischio di non avere tutte le procedure concluse in tempo utile per settembre“.
Il timore è concreto. Le procedure di selezione per il personale delle scuole italiane all’estero richiedono tempi tecnici non comprimibili: dalla presentazione delle domande alla valutazione dei titoli, dallo svolgimento delle prove alla formazione delle graduatorie. Un iter che, se compresso in poche settimane estive, rischia di tradursi in nomine in ritardo o, peggio, in cattedre scoperte a inizio anno scolastico.
Non è un caso che il sindacato abbia sollevato più volte il problema dei tempi, sottolineando come la macchina organizzativa del MAECI dovrebbe muoversi con maggiore anticipo per garantire la copertura di tutti i posti disponibili.
Un sistema complesso
Le scuole italiane all’estero rappresentano un presidio fondamentale per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Il loro funzionamento dipende da un complesso sistema di reclutamento che coinvolge docenti, personale ATA e dirigenti scolastici.
I bandi del MAECI, che si susseguono con cadenza periodica, definiscono i contingenti di personale da destinare alle diverse sedi, in base alle esigenze delle istituzioni scolastiche italiane all’estero e delle scuole europee. Per i docenti di ruolo che abbiano maturato almeno tre anni di servizio effettivo in Italia, si tratta di un’opportunità professionale di grande valore, ma anche di una procedura che richiede attenzione e tempismo.
Resta da vedere se il MAECI riuscirà a rispettare le scadenze annunciate senza sacrificare la qualità e la trasparenza delle selezioni.










