DOPPIO CANALE, D’APRILE: “SERVONO POSTI STABILI, SENNÒ IL RECLUTAMENTO DA GPS RISCHIA DI RESTARE UNA PROMESSA SULLA CARTA”

supplenze al 30 giugno, anziché per assunzioni a tempo indeterminato, il precariato non verrà intaccato nella sostanza. “Il risultato è sempre lo stesso: i docenti vengono assunti a settembre, licenziati a giugno e richiamati l’anno successivo per coprire gli stessi posti”, denuncia D’Aprile, descrivendo un meccanismo perverso che si ripete ciclicamente e che il provvedimento rischierebbe di cristallizzare anziché risolvere.

Il caso del sostegno: un’urgenza dentro l’urgenza

La criticità è particolarmente evidente nel settore del sostegno, dove il fenomeno del precariato assume contorni ancora più drammatici. La mancanza di continuità didattica per gli alunni con disabilità, costretti a cambiare insegnante ogni anno, vanifica gli sforzi educativi e riabilitativi costruiti nel tempo.

“Se si vuole dare una risposta concreta e immediata alla stabilizzazione dei docenti specializzati e garantire continuità agli alunni con disabilità, occorre trasformare subito almeno 80.000 posti di sostegno dall’organico di fatto all’organico di diritto, rendendoli disponibili per le assunzioni”, sottolinea con forza il Segretario generale.

La richiesta: trasformare i posti al 30 giugno in posti al 31 agosto

La posizione della UIL Scuola è chiara: “Rendere strutturale il reclutamento dalle GPS è quindi un passo importante, ma deve essere accompagnato dalla trasformazione dei posti al 30 giugno in posti vacanti e disponibili al 31 agosto”. Solo così, secondo il sindacato, si potrà interrompere il circolo vizioso che vede ogni anno migliaia di docenti entrare e uscire dalle aule senza mai trovare una stabilizzazione.

Le prospettive del provvedimento

Il DDL Bucalo, che porta il nome della senatrice di Fratelli d’Italia che ne è primo firmataria, rappresenta un tentativo di dare risposta a uno dei problemi storici della scuola: il ricorso massiccio al precariato. Tuttavia, le osservazioni della UIL Scuola sollevano un interrogativo di fondo: un provvedimento che si limita a “rendere strutturale” un canale di reclutamento, senza intervenire sulla dotazione organica, rischia di trasformarsi in un’occasione mancata.

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